Spannolinamento Iniziamo da questo aspetto che da sempre è una tappa complessa nella crescita di un bambino...e di un genitore...

Iniziamo da questo aspetto che da sempre è una tappa complessa nella crescita di un bambino…e di un genitore…

Parlare solo di spannolinamento è riduttivo.
Ciò che ci dovrebbe interessare non è unicamente il risultato finale (togliere il pannolino), ma soprattutto come ci arriviamo, cosa succede nel frattempo e il significato per la crescita del bambino.

Educare alla conoscenza e alla cura del proprio corpo, all’autonomia, scoprire la dimensione dell’intimità, la capacità di ascoltarsi, fare nuove esperienze: sono questi gli obiettivi educativi di largo respiro che dovremmo avere in mente anche quando pensiamo a come far sì che il nostro bambino smetta di utilizzare il pannolino. Di fatto togliere il pannolino è una delle cose che “fa diventare grandi” e questo spesso per noi genitori non è sempre positivo. Inoltre togliere il pannolino prevede un periodo di fatica per noi adulti, sia nel dover cambiare spesso il bambino, sia nel dover scandire le sue routine quotidiane prima di arrivare al fatto che autonomamente vada a fare la pipì da solo. Avremo quindi bisogno di tempo e gradualità, perché come tutte le cose che si fanno per la prima volta non vengono subito bene e sarà molto importante il tipo di relazione che instauriamo con nostro figlio, l’ascolto dei suoi bisogni e la proposta di diverse esperienze.

La fretta non è buona consigliera Se la strada dal pannolino al gabinetto fa parte di un processo educativo molto più ampio, allora sarebbe meglio non attendere l’ultimo momento per pensarci.

La fretta non è una buona consigliera.
La strada dal pannolino al gabinetto fa parte di un processo educativo molto più ampio, allora sarebbe meglio non attendere l’ultimo momento per pensarci. Per tanti genitori, invece, la campanella che ricorda il “problema pannolino” suona solo qualche mese prima dell’entrata nella scuola dell’infanzia, e allora si prova a fare tutto in fretta e furia. Ma ci aspettiamo veramente che un bambino, che per i primi tre anni della sua vita ha sempre avuto il pannolino, possa poi di punto in bianco, e senza alcuna difficoltà, fare tutto subito, nel modo e nel posto giusto?

Meglio però, non anticipare troppo il momento nel quale vi prefissate di togliere il pannolino. Se il bambino “non è pronto” sarà per lui solo una grande frustrazione. E quando “è pronto” lo capirete anche solo osservandolo o andando per tentativi.

Fare amicizia con il gabinetto Il bambino può familiarizzare con il vasino e/o con il gabinetto (utilizzando un riduttore) anche molto prima di togliere il pannolino.

Fare amicizia con il gabinetto.
Il bambino può familiarizzare con il vasino e/o con il gabinetto (utilizzando un riduttore) anche molto prima di togliere il pannolino.

  • Si potrebbe iniziare con associare questa routine ai momenti della giornata dopo i pasti quando si lavano le mani e la bocca. I bambini imitano il comportamento dei genitori, quindi se occasionalmente diamo loro la possibilità di osservarci anche in queste situazioni, non ci sarà bisogno di tante spiegazioni perché semplicemente vorranno fare come noi.
  • Successivamente si potrebbe portare il bambino in bagno quando compaiono i “segnali premonitori” che ci indicano che si sta preparando per fare cacca o pipì rendendo l’utilizzo del vasino o del gabinetto un gesto normale e quotidiano che fa parte delle abitudini familiari. Ciò non significa abolire completamente l’uso del pannolino, ma preparare la strada al momento in cui il bambino sarà pronto per farlo.
    In alcune occasioni il tutto si risolverà in un tempo giocoso trascorso con papà e mamma sul gabinetto, magari con qualche libro a disposizione; in altre, il bambino farà cacca e pipì direttamente nel water e così imparerà a conoscere il tipo di stimolo associato.

Il protagonismo e l’autonomia del bambino cresceranno con il tempo; anche in questo caso sarà compito dei genitori parlare sempre tranquillamente di cacca e pipì e aiutare il bambino a concentrarsi sulla percezione di quanto accade dentro il suo corpo («Hai il faccino rosso, forse devi fare la cacca?»; «La tua pancia sta dicendo che la cacca vuole uscire?»).

Un bagno a misura di bambino Per un bambino, sentirsi a proprio agio in bagno significa avere a disposizione un luogo che sia alla sua portata, una stanza conosciuta e non ostile, dove poter agire in maniera autonoma.

Un bagno a misura di bambino.
Per un bambino, sentirsi a proprio agio in bagno significa avere a disposizione un luogo che sia alla sua portata, una stanza conosciuta e non ostile, dove poter agire in maniera autonoma. Con alcuni piccoli espedienti è facile organizzare qualsiasi bagno in questo senso, mettendo alla portata dei bambini un asciugamano, della carta igienica, del sapone, uno spazzolino e le altre cose necessarie alle attività d’igiene personale. Per aiutare il bambino ad assumere una posizione che facilita l’evacuazione, servirà un solido appoggio per sostenere i piedi, che non vanno lasciati penzoloni. Non c’è una regola per stabilire se sia meglio il gabinetto o il vasino. Dipende dalle preferenze del bambino. Per alcuni il vasino può risultare un inutile passaggio in più, per altri invece serve ad acquisire sicurezza prima di abituarsi al gabinetto.

Accompagnare il bambino all’inizio.
All’inizio sarà necessario portare il bambino con regolarità in bagno. Non possiamo pensare che da solo ci dica da subito quando gli scappa oppure no. Pian piano si riuscirà a capire ogni quanto il bambino evacua veramente e quindi tutto diventerà più prevedibile. Pian piano possiamo poi passare a chiedere al bambino se gli scappa la pipì con intervalli regolari e poi ci sarà un momento nel quale dovrà bagnarsi per capire il collegamento causa effetto.

L’addio definitivo al pannolino.

L’addio definitivo al pannolino.
Se nei mesi precedenti abbiamo preparato la strada all’autonomia dal pannolino, non sarà difficile accorgersi del momento in cui il bambino è pronto per l’addio definitivo. Talvolta sarà il bambino stesso a chiedere di toglierlo.

Sono da considerare segnali positivi in questo senso:

  • Il fatto che il bambino cominci a fare pipì e ad andare di corpo con maggiore regolarità, rimanendo asciutto per diverse ore;
  • Il fatto che comprenda il significato delle parole e del compito che gli viene chiesto di eseguire;
  • Il fatto che sia in grado di dire “no” se non vuole fare qualcosa;
  • Il fatto che inizi a essere consapevole del proprio corpo, ad esempio indicando il pannolino quando è bagnato;
  • l’imitazione del comportamento dei genitori.
No allo stress da pannolino!

No allo stress da pannolino!
Evitate che tutta l’attenzione della famiglia sia puntata verso la liberazione dal pannolino. Le aspettative e la pressione sul bambino potrebbero farlo sentire a disagio, rischiando che si rifiuti di andare avanti.
Ricordatevi che l’addio al pannolino è un momento delicato per il bambino: non va proposto in concomitanza con altri cambiamenti o eventi particolarmente impegnativi (ad esempio l’ingresso a scuola, la nascita di un fratellino, un trasferimento, un lutto in famiglia).
Evitate rimproveri, punizioni e ricatti, che hanno solo effetti controproducenti. Armatevi di pazienza e di un kit di ricambi per i naturali “incidenti di percorso”. Attenzione ai premi: è bello festeggiare un traguardo di crescita importante, ma la felicità più grande per un bambino dovrebbe essere quella di riuscire a fare da solo, come i più grandi che vede intorno a sé.
Se il bambino frequenta il nido, confrontatevi con il personale della struttura per agire coerentemente senza provocare in lui confusione.
Siate sereni e abbiate sempre fiducia nel vostro bambino: se sentirà che ce la può fare, crescerà libero e felice.

Togliere il pannolino durante il sonno e il tema “cacca” verranno affrontati nelle prossime puntate...

Togliere il pannolino durante il sonno e il tema “cacca” verranno affrontati nelle prossime puntate…

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