Recenti studi hanno dimostrato, che in Italia a seguito della pandemia, se alcuni consumatori hanno smesso di fumare, altri, soprattutto tra i giovani, hanno iniziato

Oggi 31 maggio, ricorre la giornata mondiale senza tabacco: il World no tobacco day. Istituita in gran parte dei paesi mondiali, ha come scopo quello di incentivare a smettere di fumare. Il tabacco, è una delle dipendenze più diffuse. I danni che provoca il consumo di sigarette, sono ormai noti. Da gravi patologie polmonari, a disturbi del sonno o inappetenza.

a seguito della pandemia, se alcuni consumatori hanno smesso di fumare, altri, soprattutto tra i giovani, hanno iniziato

A poco sono servite le campagne di lotta al tabacco, promosse negli anni. Perché quello che da molti è presentato come un passatempo, o una pausa, in realtà è un’abitudine che spesso nasce da bisogni più profondi. 

Recenti studi hanno dimostrato, che in Italia a seguito della pandemia, se alcuni consumatori hanno smesso di fumare, altri, soprattutto tra i giovani, hanno iniziato. Visto come un rimedio alle ansie e alle instabilità del futuro post-covid.

Sapevamo come buona parte delle restrizioni imposte per il contenimento del contagio avessero avuto ripercussioni su socialità e quotidianità degli adolescenti

Sapevamo come buona parte delle restrizioni imposte per il contenimento del contagio avessero avuto ripercussioni su socialità e quotidianità degli adolescenti, ma fino ad ora non avevamo idea delle conseguenze sulle loro scelte di salute. Sono pochissimi i giovani che hanno sfruttato il lockdown come occasione per smettere di fumare.

Gli studi di questi ultimi anni hanno dimostrano che l’età in cui si prova la prima sigaretta è calata drasticamente.
Penso che a quest’età conti molto la voglia di fare cose che siano sintomo di ribellione verso la famiglia. Un po’ pesa anche l’emulazione, il non voler essere da meno rispetto ai compagni. Per i ragazzi conta molto la sensazione di darsi un’aria adulta grazie alla sigaretta. Tra le ragazze, invece, vige l’idea che il fumo significhi emancipazione, indipendenza, personalità.
É chiaro come i giovani nel periodo dell’adolescenza cerchino in ogni modo di mettere in atto comportamenti (che andranno a sedimentarsi nell’età adulta) che permettano loro di affermare la propria identità e di costruire una rete di relazioni sociali e affettive.

Come possiamo, quindi, aiutare i nostri ragazzi a non far diventare il fumo una dipendenza?

La prima cosa da fare, visto il dato preoccupante dei giovanissimi che consumano smoderate quantità di nicotina prima dei 20 anni compiuti, è rendere il consumatore davvero consapevole dei rischi, soprattutto sanitari, che corre. Istruire già nelle scuole medie, se non addirittura alle elementari, con personale medico-sanitario, che possa fornire ai giovani tutte le nozioni utili, sull’uso del tabacco.
Sono fondamentali le attività di promozione della salute e di prevenzione dei comportamenti che mettono a repentaglio il proprio benessere, messi in atto nelle scuole e nelle famiglie attraverso il dialogo, il confronto, l’esempio e la condivisione, come ad esempio potrebbe essere utile proporre al ragazzo che lo desidera, un confronto con professionista/medico per capire meglio o avanzare domande liberi, dalle dinamiche genitori/figli che possono “inquinare” a volte un dialogo sereno.

Credo che sia giusto far capire ai ragazzi quali siano i motivi per cui è bene non fumare, invece di proibirglielo e basta

Credo che sia giusto far capire ai ragazzi quali siano i motivi per cui è bene non fumare, invece di proibirglielo e basta: imporre un semplice divieto può portare a curiosità, invece sapere perché il fumo è dannoso è molto più efficace.

Probabilmente, un adolescente vede la tematica della salute e delle patologie correlate al fumo come problemi distanti da sé, che non lo riguardano. Quindi può essere utile far leva anche su aspetti a cui i ragazzi sono più attenti perché hanno a che fare con l’estetica e la gradevolezza nello stare insieme:

  • Alito pesante,
  • pelle spenta e più brufolosa,
  • capelli perennemente impregnati di cattivo odore.

In un secondo momento si possono dimostrare i danni fisici magari lasciando di tanto in tanto in giro per casa articoli di giornale che parlano della relazione tra fumo e forme cancerogene.

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